Roma. 26 Ottobre 2014,

vm18

Non è il caso di fargliene una colpa, ai turisti. L’altro giorno alcuni ragazzi si sono spogliati e hanno fatto il bagno nella fontana di Giacomo Della Porta. Ci hanno passato talmente tanto tempo che ha fatto perfino in tempo ad arrivare la Polizia Municipale (una o due pattuglie in tutto il centro storico, la sera…) ed a comminare una contravvenzione che chissà se pagheranno. Ma non conta la contravvenzione, la multa o quant’altro. Conta la sensazione. Conta ciò che la città e la sua organizzazione ti comunicano che puoi o non puoi fare.
Ritorna, insomma, la Teoria delle Finestre rotte di cui abbiamo parlato milleseicento volte circa. Se vedo che tutti fanno come diamine gli pare, faccio come mi pare anche io tanto è evidente che i rischi sono pochissimi, è evidente che la legislazione non si occupa granché di chi viola le norme di legge e di civile convivenza (e di buon senso), ed è evidente che il controllo del territorio non esiste. Non esiste sia da parte delle istituzioni e delle autorità e non esiste – cosa fondamentale – neppure da parte degli altri cittadini. Il controllo civico a Roma si limita (ed è importantissimo, intendiamoci) a fenomi ex-post come Retake Roma, ma non interviene nel momento in cui l’altro cittadino compie un illecito. Se fai l’imbecille a Londra o a Berlino vieni rimproverato prima che dalle guardie preposte, dagli altri cittadini. E allora oltre al rischio sanzione, c’è il rischio figuraccia che è molto ma molto più d’impatto. A Roma, molto spesso, quando le autorità intervengono i cittadini prendono le difese di chi compie l’illecito. Che sia doppia fila o commercio abusivo poco cambia. Un atteggiamento incredibile, inedito e autolesionista che i turisti percepiscono alla percezione.

E allora se ad una coppia di turisti viene voglia di un po’ di sano sesso orale e se questa voglia viene loro proprio al cospetto del Castel Sant’Angelo non c’è nessun problema. Si scende un attimo in banchina sul fiume, ci si appoggia ad una scaletta, ci si mette comodi, e anche se è l’ora di pranzo, anche se la zona è piena di gente che ti guarda, anche se tra questa gente è pieno zeppo di bambini, si inizia liberamente. Tanto la sensazione è di essere nella città di nessuno. Tanto, avranno pensato i due focosi partner, se questa città è tenuta in questo modo mica verranno a dire qualcosa proprio a noialtri?

Se fai qualcosa del genere a Londra sai perfettamente che mille telecamere (con dietro mille agenti tutt’altro che distratti) ti stanno guardando. Se fai qualcosa del genere a Berlino sai perfettamente che ti aspetta una giornata in caserma. Se fai qualcosa del genere a Roma la tua pena per la fattispecie di reato di “atti osceni in luogo pubblico” è al massimo un applauso dal ‘pubblico’ è un bel post con cento commenti su Roma fa Schifo…

Articolo Originale: Romafaschifo.com